Case study
Sika Spa, Sassuolo
La sfida principale nel progetto per l’impianto Sika è stata l'installazione in sicurezza di due grandi insegne monumentali abbinata al ripristino cromatico delle facciate, agendo come General Contractor unico. La complessità risiedeva nel coordinare interventi in alta quota edili e installativi su una superficie industriale estesa. Per superare questo vincolo logistico e di cantiere, Bonetti ha gestito internamente l’intera filiera: dalla ritinteggiatura totale delle pareti di fondo alla produzione propria delle imponenti insegne a lettere scatolari. La vera svolta operativa ha azzerato le criticità di gestione grazie all’uso di gru e sistemi di sollevamento dedicati. Il controllo centralizzato ha permesso di trasformare l'intero stabilimento in un landmark aziendale performante, sicuro ed esteticamente d’impatto.
Modula Spa, Casalgrande
La sfida principale per il quartier generale di Modula a Casalgrande è stata tradurre l'identità del brand in una struttura monumentale da esterni, integrandola come elemento architettonico nel campus. La complessità risiedeva nel bilanciare le imponenti dimensioni (9x3 metri) con un design minimale ed elegante. Per superare questo vincolo ingegneristico ed estetico, la struttura è stata rivestita con pannelli in alluminio composito fresati per azzerare le giunzioni visive, combinando lettere scatolate 3D a luce riflessa e strip LED verticali. La vera svolta ha riguardato la gestione interna dell'intera filiera, dalla carpenteria all'installazione: il controllo totale ha permesso di trasformare l'opera in un landmark iconico e duraturo, perfettamente integrato nel territorio.
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Smeg Spa, Bologna
La sfida principale nel progetto per il nuovo spazio Smeg nel centro storico di Bologna è stata integrare cinque insegne luminose su misura preservando la texture materica della precedente attività storica, come richiesto dalla Soprintendenza. La complessità risiedeva nel coniugare il rispetto del contesto d'epoca con l'identità contemporanea del brand. Per superare questo vincolo estetico e burocratico, Bonetti ha evitato finiture industriali, progettando un martelletto specifico nella propria carpenteria per modellare l'alluminio a mano, centimetro dopo centimetro. La vera svolta tecnologica e artigianale ha unito lettere in plexiglass opale massello, acciaio inox e retroilluminazione a LED caldi. Questa sinergia ha permesso di trasformare l'alluminio martellato in un'insegna scenografica, capace di cambiare carattere tra giorno e sera.
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Iren Forsu, Reggio Emilia
La sfida principale in questo intervento è stata installare in sicurezza un'insegna monumentale su una copertura esistente del tutto priva di capacità portante, evitando sovraccarichi sulla superficie. La complessità ingegneristica risiedeva nell'ancorare la struttura senza compromettere l'integrità del tetto. Per superare questo vincolo statico, la copertura è stata forata nei punti nevralgici per prolungare i pilastri in acciaio sottostanti, trasferendo il carico direttamente sulla struttura portante dell'edificio. Trattandosi di un cantiere ad alto rischio, la sicurezza è stata garantita da una sessione intensiva di formazione per gli operatori. La vera svolta ha permesso di trasformare un vincolo logistico critico in un'installazione solida e stabile, eseguita a regola d'arte.
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Stazione Alta Velocità, Reggio Emilia
La sfida principale nel progetto per Terminal One Spa (stazione AV Reggio Emilia) è stata la gestione flussi e della sicurezza dei parcheggi P4, P5 e P6 tramite un unico elemento ad alto impatto. La complessità risiedeva nel coniugare la massima resistenza esterna con l'automazione digitale. Per superare questo vincolo logistico, è stato realizzato un imponente portale in acciaio zincato con fondi rifrangenti e lettere scatolate. La vera svolta tecnologica ha riguardato la gestione remota: una centralina elettronica e un sistema di controllo a distanza permettono oggi di aggiornare lo stato di occupazione in tempo reale con un click, azzerando gli interventi manuali e trasformando il portale in un nodo stradale intelligente.
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Termofisher SpA, Frosinone
La sfida principale nel progetto di wayfinding è stata la gestione dinamica delle indicazioni aziendali senza sostituire il totem esistente, coniugando una struttura statica con un brand in rapida evoluzione. La complessità risiedeva nel rispondere alle variazioni frequenti di uffici e reparti. Per superare questo vincolo logistico ed economico, la struttura preesistente è stata ingegnerizzata in un supporto dinamico e modulare tramite inserti rapidi, unendo flessibilità e un'estetica pulita. La vera svolta per la comunicazione ha azzerato la manutenzione: la nuova architettura permette di aggiornare la segnaletica in tempo reale con un semplice gesto, eliminando costi e creando uno strumento intelligente sempre allineato al business.
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Palfinger Spa e Ferrari International Spa, Reggio Emilia
La sfida principale nel progetto per Palfinger e Ferrari International è stata il rinnovo radicale dell'headquarter, trasformando la struttura esistente in un landmark moderno come unico General Contractor. La complessità risiedeva nel coordinare una riqualificazione profonda ottimizzando tempi e logistica del cantiere. Per superare questo vincolo organizzativo, è stato eseguito un intervento strutturale completo che ha integrato soluzioni tecniche avanzate e imponenti insegne a LED ad alto impatto visivo. La vera svolta operativa ha riguardato la formula chiavi in mano: la gestione centralizzata ha permesso di azzerare i ritardi consegnando l'opera nei tempi previsti, trasformando la sede in un nodo aziendale elegante e performante.
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